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Episodio 5 - Mastro Lumen

mastro lumenChe strano”, pensò tra sé e sé Iride, fissando il cancello della casa di Nonna Alice.

Come ogni pomeriggio, dopo i compiti, era corsa dalla Nonna credendo di trovare Giacomino, già intento ad inzuppare biscotti nella cioccolata che Nonna Alice preparava per merenda. Ma quel giorno di Giacomino nemmeno l’ombra.

Per Iride era decisamente una giornata storta. All’uscita della scuola era stata nuovamente presa di mira dalle PrittyPrettyGray, un gruppo di ragazze un anno più grandi di lei, che amavano andare in giro sempre impeccabilmente vestite di grigio e che ovviamente si erano guadagnate il titolo di ragazze più popolari della scuola. Iride si era sempre tenuta a distanza, limitandosi ad osservare da lontano i loro gesti lenti e altezzosi e i loro sguardi di sufficienza. Non le invidiava e non voleva certo diventare come loro: semplicemente lei era diversa, ma non poteva proprio soffrire i risolini che provocava al gruppo, ogni volta che gli passava accanto.

Quella mattina la situazione era degenerata: pare che alle PrittyPrettyGray non andasse proprio giù il ciuffo di capelli color arcobaleno di Iride. Lei lo aveva da sempre, da quando era nata. Anche quando si era tagliata i capelli, il ciuffo, si ripresentava in maniera ostinata sulla sua testa nel giro di breve tempo.

Credo proprio che per il bene di tutti dovresti andare in giro con un cappello, ragazzina” aveva urlato Cenerina. “Già, non ti pare di essere un po’ troppo colorata? mi dà persino il mal di testa guardarti per più di un istante”, rincalzò Perla portandosi con fare drammatico una mano sulla fronte. “Quei capelli dovrebbero essere resi illegali” concluse Ardesia scoppiando in un’acuta risata che contagiò tutto il gruppo.

Iride dal canto suo, come ogni volta, face finta di niente. Nonna Alice le aveva detto “tu sei speciale, bambina mia, non ti curar di loro: un giorno capiranno”. Cosa dovessero capire le PrittyPrettyGray ad Iride non era molto chiaro, ma quel giorno, complice il grigio tutto attorno, Iride si sentì salire le lacrime agli occhi.

E come se non bastasse, proprio oggi che era così triste, Giacomino aveva deciso di non venire a giocare con lei. Sconsolata si accoccolò in poltrona e si addormentò.

Si ritrovò in uno strano sogno.

Sembrava un bosco scuro, ma a differenza di Statica dove tutto quello che era scuro, era grigio, il cielo aveva delle strane striature blu e viola. Da lontano vedeva un lumicino avvicinarsi. Era piccolo piccolo, ma contemporaneamente era il puntino più luminoso che avesse mai visto.

Man mano che la luce si avvicinava, Iride si rese conto che il bagliore era generato da una lampada portata da un buffo ometto senza nemmeno un capello sulla testa e lunghi baffi che cadevano sul mento.

Chissà cosa avrebbero da dire le PrittyPrettyGray su un look del genere” pensò Iride ridacchiando tra sé.  

Quando furono talmente vicini da vedersi in viso, al buffo ometto affiorò un ampio sorriso e con voce profonda disse:

Buon giorno Iride, il mio nome è Mastro Lumen

Le...lei conosce il mio nome Signore? E’ perchè la sto sognando?” balbettò Iride stupita

Ti conosco e per questo ti sono venuto a cercare in sogno: ho bisogno del tuo aiuto.
So che la tua città è sotto il dominio della Strega Tensione da molti anni, ma è giunto il tempo che la situazione cambi. E cambierà grazie a te.”

A MEEEE?” Rispose Iride “Ma io sono solo una bambina! Come posso pensare di combattere con la Stega Tensione!? Dicono sia cattivissima, e che tenga prigioniero Re Fosco in un barattolo, ormai da anni

Tu sei l’unica bambina che riesce a vedere i colori nella penombra, per questo motivo dovrai intraprendere un viaggio.

Un viaggio? Io?? Perchè non può pensarci Lei Signor Mastro Lumen?? Hai già quel bastone luminoso molto bello! io di luce non so proprio niente

Non posso avvicinarmi a Statica perchè la strega ha lanciato un sortilegio che tiene lontano me e il mio bastone luminoso. Per questo motivo sono venuto a cercarti in sogno. In ogni caso, la luce che porto con me non basterebbe. Per riportare l’energia a Statica è necessario il potere del Cavo Magico

Il Cavo Magico??

Il Cavo Magico è talmente potente da annullare tutti i malefici della Strega Tensione e riportare la normalità in Statica e nei Regni dove lei è passata. La tua città non è l’unica, sai? Dovrai uscire dalla cupola della penombra, e come prima cosa cercare mio nipote, il guerriero Shukko. Incontrerete altre persone nel Vostro viaggio, e tutti vi aiuteranno nella ricerca del Cavo Magico.

Iride fece appena in tempo a prender fiato e tentar di aprir bocca che Mastro Lumen la interruppe, sempre con la sua calma proverbiale.

Lo so, ora tu pensi che questo sia solo un sogno, frutto della tua fantasia. Ma per dimostrarti che non è così, appena sarai sveglia, corri in camera della nonna e apri il terzo cassetto del comò: troverai un ciondolo con un piccolo puntino luminoso. Ogni volta che avrai bisogno di parlare con me, ti basterà stringerlo prima di addormentarti, e io, come oggi, ti apparirò in sogno.”

Ma Mastro Lumen, come posso uscire dalla cupola della penombra? Nessuno ci è mai riuscito!

Oh, cara, a questo ha già pensato qualcuno di tua conoscenza...

IRIDEEE, IRIDE, FORZA, SVEGLIATI, PRESTO!

La voce non era più quella calda e rassicurante di Mastro Lumen. Aprì gli occhi: il bosco con le morbide sfumature blu e viola erano sparite e al suo posto si ritrovò ad un palmo di naso Giacomino, talmente agitato da non riuscire a stare fermo.

Con la voce impastata dal sonno disse “Giacomino, non potrai mai immaginare cosa mi è appena success...

NO, Iride, tu non potrai mai immaginare cosa ho appena combinato” urlò Giacomino “Ho fatto un grosso buco nella cupola della penombra! Vieni a vedere!

Costruisci Mastro Lumen!

PDF Mastro Lumen da colorare

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